mercoledì 21 dicembre 2016

Unica utilità della realtà virtuale

La realtà virtuale (VR per gli psicotici) sostanzialmente non serve a un cazzo tranne in rari casi di simulazione dinamica, comunque troppo imprecisi visto il livello attuale dei dispositivi (troppo scarsi) e quello del cervello umano (ancora troppo alto, ma si sta lavorando alacremente per abbatterlo).
Esistono delle finalità meramente commerciali, though: le solite per le quali ci puppiamo, macroeconomicamente parlando, qualunque merdaccia o aberrazione made in giallonia (aka china): in pratica siccome migliaia di esseri umani (e già sto complimentando i chini, fate caso) debbono magnare (non è un dovere etico ma banale istinto) li si mantiene occupati a produrre superflui escrementi teNNologgici e amen.
Invece, se un minimo di senso dell'umorismo e dell'opportunità albergasse nelle menti dei managers...
c'avete fatto caso che i managers non hanno mai senso dell'umorismo? Forse che la responsabilità li priva della percezione dell'anima come entità scollegata a qualche genere di profitto? Forse le burle spontanee sono rischiose per l'autorevolezza? Forse che forse, la mia teoria resta sempre la più valida fino a prova contraria: essi sono dei pezzi di merda, period.
...anyway, immaginando una realtà parallela coi manager creativi e dotati di spirito, la realtà virtuale (VR per i subnormali) sarebbe utilissima per organizzare una gestione di telelavoro come Cristo comanda. Senza giungere ai prossimi deragliamenti già illustrati in parecchie opere di fantascienza (in particolare e per efficacia si rammentano Il Mondo Dei Replicanti, col Bruce Willis stropicciato di fine carriera e il videogame The Sims) a firma Philip Dick, Bruce Sterling, Thomas Pynchon e mille altri sempre più precisi con l'avanzare della teNNologia...
...ecco, immaginate che FCAta non dover andare fisicamente in ufficio, se siete lavoratori da ufficio, e non dover incontrare fisicamente i colleghi sDronzi, i capi sDronzi, gli stagisti svogliati&incompetenti, i clienti pressanti, gli spacciatori alla fermata della metro, i pendolari sudati&ingombranti, le condizioni meteo avverse, il traffico, i musulmani, i politici e le cacche dei cani di grossa taglia.
Tutti in telecollegamento via web si indossa il Visore per la Realtà Virtuale (VR per gli spastici) e si entra in un ambiente digitalizzato, inodore e insapore, dove le interazioni sono digitalmente compartimentate per minimizzare le perdite di tempo (chit-chat al cesso, code alla macchina del caffè, pause pranzo bisettimanali, riunioni superflue a kilometri di distanza). Se non piace lo sfondo, si può modiFCAre. Un merdoso scantinato si può tramutare in un loft vista-oceano, per esempio. Per la pausa-pranzo uno si leva il visore e va nella sua cucina, nella pace domestica, senza incappare in qualche sDronzo piagnucoloso/molesto. Riflette rifocillandosi, poi al bip-bip del visore, torna sul pezzo, tastiera virtuale e tutto, per implementare task reali tagliando inutili&dispendiosi stress locomotivi. Naturalmente il web dev'essere adeguatamente criptato e dotato di banda, mica una retuccia domestica standard sniffabile dal primo poppante fornito di linux e pazienza.
Così l'azienda può financo controllare in realtime i cazzi operativi dei dipendenti senza bisogno di installazioni fisiche di sensori e sistemi di monitoraggio. L'ufficio fisico può essere riproporzionato ai minimi termini (e dunque posizionato in località di comodo raggiungimento) e deputato a processi particolari, come assunzioni, licenziamenti e parcheggio della quota-disabili.
Purtroppo il manager pezzo di merda dovrebbe attrezzarsi diversamente per il pompino dalla segretaria ma dati i mezzi economici di cui dispone non sarebbe di certo un inghippo.
Altro vantaggio: in caso di malattia lo sDronzo untore può tranquillamente riposare il suo culo infetto sul divano di casa procedendo in ogni caso nelle sue mansioni evitando di contagiare tutto il resto del team, abbattendo drasticamente il monte-ore dovuto ai congedi sanitari. Speciali autorizzazioni e passworZ concesse al dipendente che vuole proseguire il lavoro al di fuori dell'orario d'ufficio (8-20) e/o nel uikènd vuoi perchè s'annoia, vuoi perchè non ha un cazzo da fare, vuoi perchè non ha vita sociale, scelga lui la sua condanna chicazzosenefotte.
Grandi vantaggi in caso di flessibilità dell'avatar: le schifose ciccione (proprio come nel film con Willis) potrebbero attrezzarsi un longilineo fantasma evitando così di turbare la vista dei poveri schiavi eterosessuali circostanti. Brutto affare per gli endogami e ulteriore incremento della produttività netta.
Ove servisse il contatto visivo diretto (face to face aka F2F) per monitorare lo stato sentimentale del coworker/dipendente, un bel pop-up di instant mezzenger sarà messo a disposizione all'uopo. Integrato con rilevatore di battito cardiaco e pressione arteriosa, tanto per dire: oltre che da poligrafo, serve per rilevare/rivelare lo stato di salute dello schiavo.
Necessaria l'adeguata copertura sanitaria associata a un corso di formazione sul sovraccarico visuale da schermi amoled (o qualunque cazzo di teNNologia usino i VR) per non ritrovarsi il dipendente cieco prima del tempo necessario ad ammortare il suo costo vivo.
Superlativa, per finire, la feature del sindacalista virtuale: un avatar pilotato da algoritmo/intelligenza artificiale, senza alcun riferimento a persona fisica reale, al quale i dipendenti possono muovere eventuali rimostranze, a mo' di confessionale cattolico: inutile ma confortante. L'algoritmo permette si risparmiare lo stipendio del sindacalista provvedendo risultati migliori e copertura legale all'azienda nel caso qualche comunista dotato di poteri effettivi intenda far pulci.
Ad ogni modo, yo l'ho buttata là... se qualche schiavistone turbocapitalista (settore terziario, è più probabile -Google, Apple, IBM, ci siete?) vuole parlarne, in cambio del compenso di Carlo Conti per Sanremo posso dispiegare nei dettagli. E ci sto ancora rimettendo.