giovedì 19 gennaio 2017

Hunted: ovvero perchè come al solito gli ammeregani sono i migliori cattivi del pianeta

I produttori USA non si smentiscono mai: voglia di rischiare zero, capacità innovativa sottozero, creatività molto meno del nulla assoluto, originalità dio-ce-ne-scampi.
Quindi, inetti al sugo del discorso (generare), acquistano l'ennesimo format dai loro antenati intelligenti (gli inglesi, che per quanto stronzi rimangono europei e colonizzatori, invece dell'opposto) e ci piantano in tv (CBS: Channel BullShit, probabilmente) una serie carina carina, originale e anticipatrice: Hunted
In pratica degli imbecilli senz'arte né parte, esibizionisti e amorali (requisito indispensabile anche solo per immaginare d'apparire in un reality-sciò), devono imboscarsi più a lungo possibile mentre un altro gruppo di pezzi di merda (simil cacciatori-di-taglie XXI secolo) cerca di beccarli. Il tutto in cambio di mànny-mànny, figurati un po'.
Fin qui tutto ok, specialmente se qualcuno, durante la fuga, si farà male veramente o meglio ancora dovesse restarci secco: un inutile consumatore di ossigeno in meno, nel caso.
Il problema nasce non appena ci si rende conto che l'idea dei sagaci progenitori degli ammeregani è presa pari pari dal romanzo Un Uomo In Fuga di Stephen King, ovvero uno dei meno peggio fra i creativi estadosunidensi (almeno finchè si drogava). Testo redatto in fretta e furia sotto lo pseudonimo Richard Bachman, era un capolavoro pulp datato 1982 ambientato giusto fra non molto (2025) e dalla potenza tanto evocativa quanto probabile di BlackMirror. Prima di BlackMirror, però. Prima di Hunted britannico.
Frallaltramente già prodromizzato dal precedente La Lunga Marcia, capostipite moderno di ogni puttanata stile Hunger Games. C'è sempre un gruppo di tizi e alla fine deve restarne soltanto uno mentre tutti gli altri sono schiattati. L'ultimo vince un premio, bello grosso, e nel frattempo la NAZIone segue lo spettacolo, lato circenses. Lato panem la vita è una merda, disoccupazione a palla e società completamente junglizzata sotto il controllo totale di un regime genere militare, là nel 1979. Mentre nell'82 comanda la televisione (media company) la quale si è autoproclamata obbligatoria (in i-Taglia, per dire, sempre all'avanguardia dell'inciviltà, è diventata di default una tassa parificata al canone elettrico) e tiene occupato il pueblo mongoloide, quando non è occupato a morire di stenti, a colpi di pubblicità.
Massimo ascolto alla trasmissione dove un manipolo di disgraziati più disgraziati della media viene cacciato dalla pattuglia di killer-non-bounty e chi sopravvive fa il botto (un gigatone di dollari). Il core del format sono gli ammazzamenti in diretta e il giro di scommesse da piazzare sulle eliminazioni. Come potete intuire, è proprio il punto d'arrivo che 'sta iper-riciclata serie Hunted si propone d'intrudurre, passo passo, un tabù distrutto alla volta. Il divertente è che, come nell'originale di Bachman/King, i cacciatori, ovvero il banco/tv/produzione/governo parte sempre avvantaggiato barando: nel romanzo i fuggitivi devono inviare un nastro registrato, così forniscono obbligatoriamente indizi sulla loro posizione; nella trasmissione tv i protagonisti vengono accompagnati da un cameraman. Capito la ficata? Sei latitante per missione ma ti porti a spalla un altro stronzo colla telecamera. Se fuggi in coppia gli stronzi cineoperatori raddoppiano. Dev'essere una vera impresa, per dei detective con trascorsi nei e i mezzi dei servizi di intelligence (a proposito, i federali non fanno corsi sulla dignità personale o professionale, oltre che sull'opportunità di illustrare in mondovisione tattiche e tecniche di mimesi e fuga molto interessanti per i cattivoni nordafrici o i loro amici del centrasia eccetera? M-mm...) scovare 4 pirla con due telecamere in giro a nascondersi... 
D'altra parte finchè in ballo ci sono due spiccioli (gli stronzi vincitori finali possono dividere poche centinaia di migliaia di dollari... farebbero prima a guadagnarli lavorando, se fossero abili a qualcosa oltre a fare la carne da macello) il tutto può essere impacchettato come una tranquilla fiction pseudodocumentaristica mantenendo pure bassi i costi delle polizze assicurative. Sarebbe però carinissimo sentire di qualcuno della crew sparato a morte per aver cercato nascondiglio nel quartiere sbagliato o roba simile.
Show tarato sul pubblico ammeregano notoriamente subnormale, quindi ci può stare: puro inquinamento mentale.
La deriva susseguente, con Trump al timone della baracca, può invece risultare dolorosa (lotterie per la copertura sanitaria... cento immigrati dentro una palestra con una dozzina di mazze chiodate e l'ultimo che resta in piedi vince una green-card... cose così) e, perchè no, richiedere l'applicazione a tempo indefinito della legge marziale ma, guardando il lato positivo, se non altro lo sappiamo già ora.
Gli amici d'oltreoceano, lato nord, quelli che abitano tra Messico e Canada, sono gli esseri umani più prevedibili dell'universo. Così prevedibili che a leggere Philip Dick si può avere un'anteprima dettagliata di tutte le linee guida di corporation e governo per i prossimi 40 anni, propaganda e azioni militari incluse (e tutto senza dover eccedere il 1970 come data di pubblicazione): cercheranno di uccidere tutti quelli che non vorranno fare gli schiavi (Matrix, nella versione full-digital).
Rimanendo al versante televisivo, non resta che attendere i prodotti competitor di Amazon, Netflix, AMC e Showtime, presempio. HBO fa un sacco di soldi altrimenti, quindi forse conserverà la dignità più a lungo. L'enorme pregio di tutto 'sto presagio di fine della civiltà è evidente: conoscendo in anticipo trama, svolgimento e conclusione potremo risparmiare ore e ore a non-guardare i programmi.
Nel frattempo, cari produttori US, grazie per Walter White e The Wire ma ora andatevene pure affanculo.

 

mercoledì 21 dicembre 2016

Unica utilità della realtà virtuale

La realtà virtuale (VR per gli psicotici) sostanzialmente non serve a un cazzo tranne in rari casi di simulazione dinamica, comunque troppo imprecisi visto il livello attuale dei dispositivi (troppo scarsi) e quello del cervello umano (ancora troppo alto, ma si sta lavorando alacremente per abbatterlo).
Esistono delle finalità meramente commerciali, though: le solite per le quali ci puppiamo, macroeconomicamente parlando, qualunque merdaccia o aberrazione made in giallonia (aka china): in pratica siccome migliaia di esseri umani (e già sto complimentando i chini, fate caso) debbono magnare (non è un dovere etico ma banale istinto) li si mantiene occupati a produrre superflui escrementi teNNologgici e amen.
Invece, se un minimo di senso dell'umorismo e dell'opportunità albergasse nelle menti dei managers...
c'avete fatto caso che i managers non hanno mai senso dell'umorismo? Forse che la responsabilità li priva della percezione dell'anima come entità scollegata a qualche genere di profitto? Forse le burle spontanee sono rischiose per l'autorevolezza? Forse che forse, la mia teoria resta sempre la più valida fino a prova contraria: essi sono dei pezzi di merda, period.
...anyway, immaginando una realtà parallela coi manager creativi e dotati di spirito, la realtà virtuale (VR per i subnormali) sarebbe utilissima per organizzare una gestione di telelavoro come Cristo comanda. Senza giungere ai prossimi deragliamenti già illustrati in parecchie opere di fantascienza (in particolare e per efficacia si rammentano Il Mondo Dei Replicanti, col Bruce Willis stropicciato di fine carriera e il videogame The Sims) a firma Philip Dick, Bruce Sterling, Thomas Pynchon e mille altri sempre più precisi con l'avanzare della teNNologia...
...ecco, immaginate che FCAta non dover andare fisicamente in ufficio, se siete lavoratori da ufficio, e non dover incontrare fisicamente i colleghi sDronzi, i capi sDronzi, gli stagisti svogliati&incompetenti, i clienti pressanti, gli spacciatori alla fermata della metro, i pendolari sudati&ingombranti, le condizioni meteo avverse, il traffico, i musulmani, i politici e le cacche dei cani di grossa taglia.
Tutti in telecollegamento via web si indossa il Visore per la Realtà Virtuale (VR per gli spastici) e si entra in un ambiente digitalizzato, inodore e insapore, dove le interazioni sono digitalmente compartimentate per minimizzare le perdite di tempo (chit-chat al cesso, code alla macchina del caffè, pause pranzo bisettimanali, riunioni superflue a kilometri di distanza). Se non piace lo sfondo, si può modiFCAre. Un merdoso scantinato si può tramutare in un loft vista-oceano, per esempio. Per la pausa-pranzo uno si leva il visore e va nella sua cucina, nella pace domestica, senza incappare in qualche sDronzo piagnucoloso/molesto. Riflette rifocillandosi, poi al bip-bip del visore, torna sul pezzo, tastiera virtuale e tutto, per implementare task reali tagliando inutili&dispendiosi stress locomotivi. Naturalmente il web dev'essere adeguatamente criptato e dotato di banda, mica una retuccia domestica standard sniffabile dal primo poppante fornito di linux e pazienza.
Così l'azienda può financo controllare in realtime i cazzi operativi dei dipendenti senza bisogno di installazioni fisiche di sensori e sistemi di monitoraggio. L'ufficio fisico può essere riproporzionato ai minimi termini (e dunque posizionato in località di comodo raggiungimento) e deputato a processi particolari, come assunzioni, licenziamenti e parcheggio della quota-disabili.
Purtroppo il manager pezzo di merda dovrebbe attrezzarsi diversamente per il pompino dalla segretaria ma dati i mezzi economici di cui dispone non sarebbe di certo un inghippo.
Altro vantaggio: in caso di malattia lo sDronzo untore può tranquillamente riposare il suo culo infetto sul divano di casa procedendo in ogni caso nelle sue mansioni evitando di contagiare tutto il resto del team, abbattendo drasticamente il monte-ore dovuto ai congedi sanitari. Speciali autorizzazioni e passworZ concesse al dipendente che vuole proseguire il lavoro al di fuori dell'orario d'ufficio (8-20) e/o nel uikènd vuoi perchè s'annoia, vuoi perchè non ha un cazzo da fare, vuoi perchè non ha vita sociale, scelga lui la sua condanna chicazzosenefotte.
Grandi vantaggi in caso di flessibilità dell'avatar: le schifose ciccione (proprio come nel film con Willis) potrebbero attrezzarsi un longilineo fantasma evitando così di turbare la vista dei poveri schiavi eterosessuali circostanti. Brutto affare per gli endogami e ulteriore incremento della produttività netta.
Ove servisse il contatto visivo diretto (face to face aka F2F) per monitorare lo stato sentimentale del coworker/dipendente, un bel pop-up di instant mezzenger sarà messo a disposizione all'uopo. Integrato con rilevatore di battito cardiaco e pressione arteriosa, tanto per dire: oltre che da poligrafo, serve per rilevare/rivelare lo stato di salute dello schiavo.
Necessaria l'adeguata copertura sanitaria associata a un corso di formazione sul sovraccarico visuale da schermi amoled (o qualunque cazzo di teNNologia usino i VR) per non ritrovarsi il dipendente cieco prima del tempo necessario ad ammortare il suo costo vivo.
Superlativa, per finire, la feature del sindacalista virtuale: un avatar pilotato da algoritmo/intelligenza artificiale, senza alcun riferimento a persona fisica reale, al quale i dipendenti possono muovere eventuali rimostranze, a mo' di confessionale cattolico: inutile ma confortante. L'algoritmo permette si risparmiare lo stipendio del sindacalista provvedendo risultati migliori e copertura legale all'azienda nel caso qualche comunista dotato di poteri effettivi intenda far pulci.
Ad ogni modo, yo l'ho buttata là... se qualche schiavistone turbocapitalista (settore terziario, è più probabile -Google, Apple, IBM, ci siete?) vuole parlarne, in cambio del compenso di Carlo Conti per Sanremo posso dispiegare nei dettagli. E ci sto ancora rimettendo.

martedì 15 novembre 2016

Il crowdsourcing del male (Fuckerberg e i nuovi Hitler)

Werner Vogels, un uomo di sicuro talento (come pure Goering, a cui un poco somiglia - o molto, chi lo sa), si prodiga a spiegare su ogni media appecoronato come l'internet delle cose sia una FCAta (a proposito di FCA, Marchionne, assumimi: fai un affare e in cambio ti spiego un paio di cose sulle automobili che ti sono sfuggite, così eviti di farti inculare dagli ammeregani), come l'automazione sia il sale della vita del futuro e, con quella sua faccina da gangster nordeuropeo specializzato in sfruttamento del porno, ribadisce che l'intelligenza artificiale arricchirà l'esistenza di ogni stronzo abbastanza danaroso da potersela permettere: tale stronzo potrà dialogare con frigoriferi, illuminazione a led, lavastoviglie, impianto di condizionamento ecc. Tutto grazie al cloud e a yottabyte di informazioni arzigogolate in maniera funzionale da uno sterminato pool di cervelli che con un decimo di fatica, impegno, e soprattutto costi, potrebbe creare la cura per il cancro o rendere abitabile il deserto (cose poco interessanti per i nostri tech-leader).

Nel medioevo vero (mica questo attuale surrogato saturo di barbari multicolori, puzzoni e davvero poco dotati a livello neuronale) lo avrebbero bruciato su una catasta di cara, old-fashioned, legna. Uno dei motivi per rimpiangere i tempi andati, è evidente.
Ma il Goering di Amazon, classiFCAto n°1 CTO of the world, non è mica il solo a proporre roba da patibolo: il leggendario Fuckerberg, quello che ha reso se stesso e un mucchio di tech-mongoloids (pilotati dalla Cia... dietro i grandi risultati c'è sempre qualcuno competente) s'è messo in testa di fare l'editore, ovvero moderare la valanga di merda che ogni microsecondo il suo social-crapwork spande nell'etere. Tradotto: io levo le idiozie e chiamo il resto 'notizie', così divento un diffusore di informazione (auto)certiFCAta, un po' come dovrebbero essere giornali e giornalisti eccetera. Equivale a dire: metto un po' di zuckero a velo sulla merda e te la vendo come pandoro.
No perchè ovviamente, al pari del socio Vogels e di Tim-culo Cook, tutta la grande e bella intenzione di depurare la galassia escrementizia è sostenuta dall'unico motore che, nella mente anglosassone, muove il sole e l'altre stelle: l'insaziabile fama di grano.
Dal vangelo secondo internet: 
In principio era il Grano,
il Grano era presso Dio
e il Grano era Dio.

Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di Lui,
e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.


E i nuovi Hitler sono molto fedeli al vangelo, sono dei probi e instancabili evangelisti...
Poi, scava scava, si scopre che lo schema del facitore di pentole senza coperchi rimane prevalente, fra i pezzi di merda di ogni dimensione, genere e grado: qui un lieve, microscopico antipasto. 
Insomma, tralasciando i soliti truffatori, scammers, ricattatori assortiti e ladri di dati, i piattaformari che governano le sorti del web in chiaro forniscono gentilmente (a fini di lucro, ovvio) supporto e assistenza ideo-logistica a psicopatici, sadici, stupratori, sessuomani, maniaci, pervertiti, razzisti, sfruttatori, prostitute di ogni sorta (giornalisti compresi), stalker, violenti, pedofili e sociopatici di tutti i colori. Grazie per l'aiuto, guys. Il mondo non era abbastanza schifoso per conto suo.
Perchè chiaramente il saggio (o pigro) poliziotto potrebbe osservare "can che abbaia non morde". Ok, finchè il cane è uno, o un gruppetto... ma se diventano decine, centinaia... o decine di migliaia (se gli stagisti dell'Espresso se ne sono accorti significa che la roba è proprio evidente, fidatevi) prima o poi qualcosa di brutto finisce per accadere. Trascuriamo pure il fatto che, dato il panorama interno lordo (PIL), i simpatici inculacammelli di cui tutti si preoccupano causa neo-invasione dell'Europa risultano un trascurabile rumore di fondo...
Il poliziotto postale, dal canto suo, guidato dall'etica del raggiungimento contributivo minimo per la pensione, si occupa sovranamente di rumeni clonatori di carte-credito e degli eventuali danni collaterali della depravazione 2.0 (gli esempi necessiterebbero di antiemetico sicchè evito).

Però, caro piattaformaro, tu al malvagio fornisci servizi di reclutamento e propaganda che lo zozzone medio (vale a dire il 95% delle bestie in circolazione) neppure si sarebbe mai sognato. E ben consapevole di quanto la merda attiri click (ogni nanosecondo della nostra presenza online è monetizzato da qualche stronzo, mai dimenticarlo) non solo non ti sogni di privarti di tali verminose presenze, ma implementi bizantine policy di controllo a mo' di ipocrita cosmesi e morta lì. Gli fai pure da amplificatore mediatico, visto il successo clamoroso di certi gruppi-cloache arrivato fino alle televisioni NAZIonali e certificato da merchandising e occupazioni a tempo pieno di individui ripugnanti altrimenti dediti alla bassa macelleria, un lavoro in cantiere o da pulitore notturno di uffici e call-center. Una volta la turpitudine era costretta al minimo pudore della clandestinità; prima che i piattaformari la brandizzassero, s'intende.
Da perfetto stupido figlio di puttana iNNiori (o fingi) come le new generationZ sul web ci crescano e ci si educhino. 
Quanto male vuoi all'umanità è difficile da misurare, seriously. 
Stalin al confronto era un filantropo (e in ogni caso aveva motivi migliori dalla sua).

Dice: ma che c'entra uno che ti manda i pacchi con quell'altro che campa sull'esibizionismo più triviale? 'Ndovina bbello: a botte d'intelligenza artificiale e sistemi di machine-learning (a parte che: ti piacerebbe il rumeno in totale controllo della tua domotica? think about it) ci si troverà presto sommersi da stronzi robotici in aggiunta alle legioni dei normali.
A quel punto resterà soltanto il fuoco.


 (ndr: come sempre gugolblogger ha perso parte del pezzo a causa del fatto che è un servizio di merda)

                    

giovedì 20 ottobre 2016

Che noia i cellulazzi Samsung (e gugol merda)

Premessa: potrei invertire quanto scritto ove la Samsung decidesse di assumermi (contratto consulenza decennale, facciamo 400mila netti l'anno, pc e cellulazzo aziendale) per contribuire alla riconfigurazione estetico-funzionale di una sua linea di prodotti a caso.
Sto pure maturando qualche competenzina tennica ma per quelle van già bene i korei: è lo spirito che langue.

Dunque

Quissotto, dove invece sta il bianco, avrebbero dovuto esserci (o sarebbero dovuti esserci, come vi suona meglio) una brillante disquisizione sulle abitudini di vita modificate dall'high-tech, una notevole lezione di microeconomia comparata riguardo le fluttuazioni pilotate prezzo-funzione, la socialità distorta dei centri commerciali, le differenze coll'epoca vintage ('90s), una stoccata all'Euro come dichiarazione di guerra del neocapitalismo alla media borghesia, esempi di tasse sulla stupidità, una poesia di Michele Mari (forse, non è detto), dritte fondamentali per le scommesse sul tennis e una sublime disquisizione sull'essere e il medium. Roba da Nobel, visto che: 1) lo merito 2) negli ultimi 30 anni lo danno a chiunque. 

Invece.

Uno usa blogger perchè non si deve preoccupare se il testo rimane impresso da qualche parte, essendoci il salvataggio automatico eccetera, giusto? 
Voglio dire, gugol esiste per velocizzare e semplificare la vita, giusto?
Intendo, a parte far guadagnare inimmaginabili montagne di danaro ai suoi stakeholders.
Ovvero: ottimo servizio e correttamente molto fruttifero, giusto?

Purtroppo no. Gugol, oltre a tutta la merda che ha riversato sul pianeta, mi ha pure cagionato un'istantanea, abnorme e tonitruante incazzatura: questa merda di blogger ha cancellato tutto il testo durante un refresh. Dici: lo potevi salvare. Bello, bravo, e allora a che cazzo serve questo fottuto blogger? Risposta evidente: a una minchia imbalsamata di un nulla galattico. Se Donald Trump lo elimina mi fa un favore. Non blogger soltanto, proprio il cucuzzaro intero. 
Donald, pleez, una leggina contro queste teste di cazzo. Una qualsiasi.
Tu non lo sai ma tutti i giornalisti che odii e che parlano male di te e ti sputtanano per tutte le troiate che hai combinato in vita tua... senza gugol sarebbero tutti in strada a chiedere l'elemosina. Pensaci, appena hai tempo.

Anyway, nel magnifico pezzo che quegli inutili stronzi incapaci bifolchi mangiamerda di blogger (appena capisco come fare migro su altra piattaforma) hanno cancellato per la loro completa ed esiziale inettitudine al bello e al buono, ricordavo i bei tempi nei quali i cellulazzi Samsung erano tanto bellini ed eleganti nel loro luccicare argentato e alla luce tecno-esotica dei loro piccoli display verdi-acqua o turchesi. 
All'epoca Zamzung non deteneva la quota mostruosa di mercato della quale si fregia oggi e invece di spiccare per economie di scala si faceva prediligere per: 1) Nokia e Motorola ce li hanno tutti e hanno sfracanzato la minchia 2) erano nettamente i più stilosi.
Avanzando le epoche di sviluppo tennologico sono rimasto affezionato al marchio nonostante l'impennata di Symbian cominciasse a permettere tanti bei giochetti.
Cosa c'era di fico nei cellulazzi Zamzung di una volta? Telefonare, telefonavano tutti. E fra l'altro sarebbe la primaria funzione dell'attrezzo. Ma erano i sistemi operativi. Diamine, non c'erano due modelli collo stesso OS, all'inizio. Ogni cello le sue peculiarità, i suoi menù, le sue impostazioni. Ogni cambio di cello un nuovo trucco da imparare, una nuovo libretto di istruzioni da sfogliare, una forma diversa ficcata in tasca. Giocattolo sempre diverso e sfizioso, si sarà capito. Fantasie indotto sul prossimo e stimolante giocattolo, coi tasti differenti, fotocamera in altra posizione, difforme tonalità audio eccetera.
Troppo divertimento per le masse. Le masse devono solo comprare, e comprare l'ultimo modello, il più costoso, perchè è quello che funziona meglio e fa più cose, e le fa meglio, e magari è pure bello da vedere. L'ultima è un po' soggettiva perchè a me piace l'S6 (spento), che per il resto è un telefono di merda. Ma ma ma.
Cosa è successo di brutto e irreparabile ai Zamzung di oggi? Rompersi quando cadono, si rompono tutti. Impallarsi dopo due aggiornamenti, lo fa pure il Wiko più scrauso. Disgraziatamente, dato che polvere eravamo e polvere ritorneremo, a prescindere dal quantitativo di Ram del nostro telefono, i Zamzung hanno zangranato gli zebedei perchè sono in assoluto i telefoni più noiosi presenti sul pianeta Terra. 

So' diventati tutti uguali. Qualunque modello di Zamzung accendi... la stessa interfaccia (orrida, semicopiata da Apple) colorata come i disegni a pennarello di un bimbo handicappato, gli stessi menù astrusi e ridondanti, le stesse animazioni succhiabatteria, le stesse app inutili, pesanti, fastidiose, scassaminchia. Ma il peggio, il vero peggio, è che la noia si estende inesorabile a tutta la gamma. Da 69 a 799 euri cambia la performance ma l'estetica resta grigia come l'immaginazione di un coreano impiegato in posta.
Telefono dell'anno scorso, una faccia. Ultimo modello schermo edge (inutile cacata), la stessa faccia. Medio gamma per chi vuole ma non può: faccia uguale. Se sull'autobus cascassero per terra tutti i Samsung contemporaneamente ci vorrebbe un'ora prima che ognuno recuperasse il suo senza fottere quello di un altro.
Perciò basta Zamzung, basta noia, basta tasto centrale del cazzo e notifiche tutte identiche.
Chi se lo incula l'amoled, mica voglio passare l'esistenza a fissare il telefono!
E il visore VR (virtual reality, altra chicca da tetraspastici cerebrali) ficcatevelo in culo (o ficcatelo in culo a Brin e Page -assieme ai gugol glass).
Sono così noiosi i Zamzung, ma così noiosi, che a causa dell'assenza di alternative di sistemi operativi (fallita BlackBerry, fuori di zucca iOS senza jailbreak, desolante WinMobile) quasi quasi rischio di dare dei soldi ai cinesi di merda della Huawei. Saranno pure cinesi di merda però qualche designer buono per i cellulazzi l'hanno assoldato. E in particolare la loro EMUI del porcodiavolo ha l'aria bordellosa ma sbarazzina.
Ovviamente per ragioni di compromesso giro con un HTC di seconda mano, in attesa di recuperare un degno vintage o un Caterpillar S60 (orribile ma divertente).
Però, cari amici coreani, c'è pure il rischio che prima testi uno Xiaomi... rendetevi conto di come state messi. A noia.
Ce l'avete proprio bisogno, del consulente, date retta. 

Nel mentre, andate pure affanculo. Dopo gugol.    

            

venerdì 16 settembre 2016

"Se ti piace un disegno fattelo su un pezzo di carta, coglione." (Gary Payton)

                                                (click destro -> apri link in nuova scheda)

Avendo il grande Corrias nobilitato l'altrimenti merdoso e noto settimanale, quissopra riporto il suo magistrale pezzo. Mi domando come un intellettuale di tale levatura possa votare per il PD e mi rispondo che dopo questa gli posso perdonare l'incoscienza. A patto che smetta, s'intende.
Augh.

domenica 28 agosto 2016

Standard up, Detai ©

Ammetto che ci pensavo da anni, poi la somma delle esposizioni a Guzzanti e Jeselnik...
però il trigger è stato scoprire di Jeselnik e quella cicciona di Amy Schumer. Di cui non so nulla, né m'interesserà mai un cazzo salvo che qualcuno mi paghi per... e tuttavia dopo aver osservato, gustosamente, l'apice di Jeselnik (è un bel tomo, sia detto obbiettivamente) e l'estasi semi-contrariata della folla lui plaudente... diamine, una panzoide del genere è risultata balsamica. Flawless not given, man. Per fortuna. C'è mancato pochissimo al recupero atavico dell'invidia. Panico rimediato.

Quindi c'è questo tizio, abbastanza intelligente ma pigro, superdotato nel mestiere del monologo, non divertente ma dall'elevato tonnellaggio di sarcasmo. Ha un lavoro impiegatizio che permette lo svolgimento da remoto e se la cava con l'inglese per mestiere. Dunque parte per gli States, la patria dello stand-up speech. Per lavoro, of course.
Una delle storie che racconterà è quella di essere dipendente di una software-house sudafricana e di avere avuto problemi legati al razzismo. Perciò ha deciso di trasferirsi in qualche posto dove il razzismo è ben tollerato. Atlanta, per esempio.
Eccetera ©
Comincia a fare la normale gavetta ma invece, grazie al suo accento italoammerika, scala esoticamente diversi gradini. Prepara diverse scalette semiadattate al pubblico circostante, in genere composte di tre segmenti: parte razzista/misogina, parte full-US, parte personale/filosofica/truth-speech... il vero cuore del monologo mimetizzato in mezzo all'altra merda necessaria per sopravvivere in un bar ammeregano dopo la mezzanotte.
Come nome d'arte sceglie Giorgio Detai... il nome perchè è facile da pronunciare per i bifolchi ma rimane esotico/italchic e il cognome (last name) dall'acronimo Don't Ever Think About It: la risposta più frequente alle sue richieste d'aumento dopo ogni serata andata decentemente.
L'inesperienza attenua il suo propedeutico cinismo e così lo humour feroce e abissale risulta digeribile a sufficienza per un pubblico mediamente colto. La rozzezza d'animo media dello statunitense fa il resto: "that funny guy from ìtalee" è una frase che comincia a circolare piuttosto spesso, in Georgia. Iùttùb fa il resto, e arriva una telefonata dalla televisione. C'è da fare un provino e Giorgio li manda cortesemente affanculo. Ormai i guadagni delle serate nei localacci ammontano a una parte consistente del suo reddito ed è già capitato che qualche collega gli rubasse una battuta. 
Lo stile no, quello è inimitabile, e tra una conference call e l'altra col SudAfrica comincia a preparare dei pezzi cuciti su misura di sè.
Eccetera ©
A iùtub però non si sfugge, specie con l'aumentare della platea e così una sera Giorgio saluta la moglie con un bacio sulla fronte e si avvia col taxi a esibire un pezzo di tredici minuti dal titolo "Ho fatto lo stand-up comedian perchè non volevo qualcuno che mi dicesse cosa fare" nel quale sputtana la verità dei fatti. Il pezzo è secondo nel tabellone della serata, però il posto è NYC, un qualche buco off-Broadway. Lo special guest di fine show è Louis CK, dodicesimo sul palco. "Ho lasciato mia moglie in albergo perchè qui è pericoloso," esordisce. Dopo spiega. E dopo ancora ascolta rapito quei trenta secondi di silenzio al termine del pezzo. Metabolismo. Poi la sala esplode.
Un mese più tardi deve studiare per ore le clausole contrattuali di Netflix.
Le rispetta solamente perchè con i diritti dello speciale venduto all'emittente può andare in pensione. Incassato il botto licenzia il suo agente senza preavviso e torna in patria.
Potendosi esibire solo per divertimento organizza qualche daterella in teatracci off.
Eccetera ©
La gavetta in patria è fonte di divertimento e ispirazione (adeguatamente riversata negli show successivi), però il primo finisce non appena l'effetto iùtùb riattacca.
Manda affanculo in serie: TeleLombardia, La7, Sky, Colorado Café e, traguardo di un'intera generazione, Zelig. "Al di là del fatto che solo i mongoloidi guardano ancora la tv, e si perde troppo tempo a spiegare loro le battute, per fare rutti, scoregge, imitazioni dei politici nazionali o dei personaggi famigerati ci sono sempre torme di altri 'comici'."
I cachet dei teatrazzi, conseguentemente, passano dal rimborso-drink a base di Moretti&Peroni, alla maxirata finale per l'acquisto di una station-wagon tedesca.
Subentrano questioni contabili, manageriali, parassitarie, vicissitudinali...
Eccetera ©
Lavorando tre/quattro sere al mese, al netto di spostamenti e redazione-testi e burocrazia assortita (circa una settimana al mese), Detai incassa quanto un operaio FCA in quattro mesi: dieci volte meno di quanto rastrellava oltreatlantico. La collaborazione coi sudafricani si è chiusa amichevolmente e definitivamente. Con la buonuscita, Giorgio ha regalato alla moglie una Honda CR-V 1.6 turbodiesel. Lei non s'intende di meccanica, non ha apprezzato a dovere. Ma la tinta della carrozzeria (un prugna cangiante personalizzato) le è piaciuta davvero.
Calo di entrate, dunque, ma gli stessi show sotto il vaticAno sono senza prezzo.
Eccetera ©
Finchè, inesorabilmente, qualche emissario dell'associazione malavitosa suddetta non presenzia a una data del nostro. Seguono segnalazioni, recensioni dell'Osservatore Romano, attenzione degl'imbrattacarte, sit-in di protesta di cattolici, sindacalisti, animalisti, vegani e diverse altre sottospecie di disturbati mentali. Amante supremo della quiete, in evidente contrasto con le sue performance, Detai sospende a tempo indeterminato la sua attività teatrale e accetta la cattedra honoris causa offertagli dall'Università di Bologna presso la Facoltà di Filosofia e Comunicazione, dove annualmente tiene i seminari "Verbalizzare l'intrinseco" e "Le clausole dell'emozione", validi come corsi facoltativi per i corsi di dottorato delle facoltà di Giurisprudenza, Filosofia e Ingegneria.
Per tenere desta l'attenzione degli studenti talvolta si concede ancora battute su qualunque cosa bisognerebbe, secondo il manuale del politicamente corretto, evitare di mettere in ridicolo: guerre, carestie, calamità naturali, epidemie, donne, omosessuali, razzismo, volgarità, ricchezza, immigrazione, stranieri, violenza, lutto, ideologie, disperazione, religione e Serie A.
Eccetera © 
Nel tempo libero dall'insegnamento, lontano dai giornalisti e dagli altri pezzi di merda, funge da autista alla moglie e si prende cura delle loro sette capre, nella residenza di Curon Venosta (BZ). 


PS: caro Corrado, Dov'è Mario m'è piaciuta molto, è partita con un respiro internazionale, una regia intrigante, dei protagonisti efficaci... poi però s'è aggrovigliata, specie nel finale, al solito autoreferenzialismo para-ideoloGGico italico, e via disc-oRendo. Peccato perchè la parte An-der-grAund eccelleva. Te sei un fenomeno ma un sceneggiatore ti manca proprio. Gli Eccetera di cui sopra sono potenziali sacche tesauree di robba sopraffina... pensaci, insieme a tutti quei cazzari della pay. Non lo dico per i soldi ma per il denaro.